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Maturità 2026: come si svolge il colloquio orale, come viene valutato e quali sono le novità

esame di maturità
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Maturità 2026: come si svolge il colloquio orale, come viene valutato e quali sono le novità

Con l’avvicinarsi dell’Esame di Maturità 2026, cresce l’attenzione di studenti, famiglie e docenti sulle modalità di svolgimento del colloquio orale. Dopo la pubblicazione dell’Ordinanza Ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026, il Ministero dell’Istruzione ha definito in modo dettagliato struttura, criteri di valutazione e obiettivi della prova conclusiva dell’esame di Stato.

L’orale rappresenta l’ultima fase dell’esame e ha un peso determinante sul voto finale. Non si tratta di una semplice interrogazione, ma di una prova finalizzata a verificare il raggiungimento del Profilo Educativo, Culturale e Professionale (PECUP) dello studente, valutandone conoscenze, competenze, capacità di ragionamento e maturità personale.


Come sarà strutturato l’orale della Maturità 2026

Una delle principali novità riguarda proprio la struttura del colloquio, che punta a rendere l’esame più dialogico e meno nozionistico rispetto al passato. Lo stesso Ministro Valditara ha più volte sottolineato che l’obiettivo è valutare la capacità dello studente di ragionare, argomentare e collegare le conoscenze acquisite durante il percorso scolastico.

Durante il colloquio il candidato sarà chiamato a confrontarsi con la commissione attraverso un percorso che toccherà diversi aspetti della propria formazione.

In particolare saranno oggetto di valutazione:

  • le discipline caratterizzanti dell’indirizzo di studi;
  • la capacità di effettuare collegamenti interdisciplinari;
  • le competenze maturate nei percorsi PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento);
  • le conoscenze di Educazione Civica;
  • il Curriculum dello Studente;
  • il percorso personale e formativo svolto nel quinquennio.
Le quattro materie protagoniste del colloquio

Tra le novità più discusse dell’Esame di Maturità 2026 c’è il maggiore peso attribuito alle discipline caratterizzanti del percorso di studi.

Per ciascun indirizzo il Ministero individua le materie sulle quali la commissione concentra gran parte del colloquio. L’obiettivo non è verificare esclusivamente le conoscenze teoriche, ma soprattutto la capacità dello studente di utilizzare i contenuti appresi in modo consapevole e critico.

Non saranno quindi premiati semplicemente la memorizzazione e lo studio mnemonico, ma la capacità di analizzare, interpretare e collegare concetti provenienti da ambiti differenti.

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PCTO, Educazione Civica e Curriculum dello Studente

Anche nel 2026 continueranno ad avere un ruolo importante i percorsi di orientamento e le esperienze svolte durante gli anni scolastici.

Durante il colloquio il candidato potrà essere chiamato a illustrare:

  • esperienze di PCTO;
  • attività extrascolastiche;
  • competenze acquisite durante il percorso di studi;
  • esperienze formative significative inserite nel Curriculum dello Studente.

L’intento è quello di offrire una fotografia più completa del percorso scolastico e personale dello studente, valorizzando non solo il rendimento disciplinare ma anche la crescita complessiva maturata nel corso degli anni.

Come viene valutato il colloquio orale

Uno degli aspetti che genera maggiore curiosità riguarda il sistema di valutazione.

La commissione dispone di un massimo di 20 punti per il colloquio orale e utilizza una specifica griglia nazionale predisposta dal Ministero.

La valutazione si basa principalmente su quattro indicatori:

1. Conoscenza dei contenuti

Viene verificata la padronanza delle discipline e dei relativi metodi di studio.

2. Capacità di collegamento e applicazione

Lo studente deve dimostrare di saper utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle tra loro attraverso un ragionamento coerente.

3. Capacità critica e argomentativa

La commissione valuta la capacità di esprimere opinioni personali motivate e di sostenere un confronto argomentato.

4. Autonomia e maturità personale

Vengono considerati il grado di responsabilità, l’autonomia raggiunta e la consapevolezza del proprio percorso formativo.


Attenzione al voto in condotta

Tra le novità introdotte negli ultimi mesi continua a far discutere il ruolo del comportamento all’interno dell’esame di Stato.

Per alcuni candidati con particolari situazioni legate al voto di condotta possono essere previste specifiche attività di approfondimento e riflessione sui temi della cittadinanza attiva, che potranno essere oggetto di discussione durante il colloquio.

Si conferma quindi una crescente attenzione non solo alle competenze disciplinari ma anche alla formazione civica e al senso di responsabilità degli studenti.

Come prepararsi all’orale della Maturità 2026

Secondo gli esperti, la preparazione al colloquio dovrebbe concentrarsi soprattutto sulla capacità di costruire collegamenti e percorsi interdisciplinari.

Non basta conoscere i programmi delle singole materie. È importante allenarsi a:

  • esporre in modo chiaro e ordinato;
  • utilizzare un linguaggio corretto e specifico;
  • collegare discipline differenti;
  • argomentare le proprie idee;
  • valorizzare le esperienze svolte durante il percorso scolastico.

👉 L’orale 2026 punta infatti a premiare il ragionamento e la maturità personale più che la semplice ripetizione di nozioni.

L’Esame di Maturità 2026 conferma il ruolo centrale del colloquio orale come momento conclusivo del percorso scolastico. La prova sarà sempre più orientata alla valutazione delle competenze, della capacità critica e della maturità personale dello studente.

Le conoscenze disciplinari restano fondamentali, ma saranno affiancate dalla capacità di collegare contenuti, raccontare il proprio percorso formativo e dimostrare autonomia di giudizio.

Per affrontare al meglio l’esame sarà quindi essenziale non limitarsi allo studio delle singole materie, ma sviluppare una visione complessiva e interdisciplinare del proprio percorso scolastico.

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